Il Progetto

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Il progetto “Produzione di pasta biologica arricchita con Spirulina made in Marche prodotta attraverso un ciclo di valorizzazione delle acque di vegetazione di frantoi oleari” risponde a più sfide e tematiche lanciate dal Programma di Sviluppo Rurale – Marche riguardo la produzione di alimenti funzionali per il benessere del consumatore e il miglioramento dei processi di produzione agroalimentare attraverso un utilizzo più efficiente delle risorse.

Il progetto si propone come obiettivo principale quello di produrre pasta biologica arricchita con Spirulina biologica coltivata grazie ad un ciclo virtuoso di riutilizzo delle acque di vegetazione (AV) derivanti dalla produzione di olio extravergine di oliva (EVO) biologico nelle Marche.

Il progetto si propone, quindi, il duplice obiettivo di risolvere, a monte, il problema della gestione e dello smaltimento delle AV e contemporaneamente di produrre Spirulina, a valle, per la produzione di pasta arricchita. La produzione di Spirulina rappresenta per l’impresa agroalimentare una possibilità di diversificazione e di apertura di nuovi segmenti di mercato.

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Obiettivi e strategie

Le opportunità che possono derivare da questa idea progettuale sono diverse:

1. Produzione di un alimento funzionale, come sarà la pasta arricchita alla Spirulina biologica made in Marche, che risponde alla tematica della qualità e sicurezza dei prodotti alimentari e ai cibi funzionali ad una dieta sana ed equilibrata.

2. Riduzione dell’uso intensivo delle risorse naturali (acqua e materie prime) per la produzione di Spirulina biologica made in Marche grazie alla valorizzazione e recupero delle AV, che risponde alla tematica delle tecniche a basso impatto ambientale e biologiche.

3. Recupero e valorizzazione delle AV che da un problema di smaltimento possono diventare una risorsa. Questa opportunità risponde alla tematica delle tecniche a basso impatto ambientale e biologiche.

Nella fase di setting up si andranno a:

1. esplorare e valutare tutte le tecnologie presenti sul mercato con l’obiettivo di identificare il partner industriale per la realizzazione degli impianti necessari;

2. realizzare uno studio di fattibilità tecnica della proposta;

3. realizzare uno studio di fattibilità economica della proposta.

Grazie ai risultati ottenuti in fase di setting up si potrà avere una idea chiara delle competenze e delle risorse necessarie per la realizzazione vera e propria del progetto (fase 2).

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